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La doratura è una tecnica antichissima che risale all’epoca egizia ma che si è diffusa in tutte le culture, orientali ed occidentali.
L’oro (o l'argento) utilizzato per la tecnica della doratura in foglia si presenta appunto in fogli di spessori diversi e sottilissimi, quindi la sua applicazione richiede una particolare attrezzatura, attenzione nelle fasi di applicazione, pazienza e precisi tempi di asciugatura.
Le tecniche principali sono tre e in base alla tecnica scelta, la doratura può essere applicata su varie superfici.
La doratura a guazzo, la più complessa ma anche la più rinomata, prevede l’utilizzo di materie prime quali gesso di Bologna, colla di coniglio e bolo. Viene utilizzata per la doratura di superfici in legno anche molto elaborate e dopo la brunitura con pietra d’agata, il suo effetto finale è molto simile a quello dell’oro massiccio per lucentezza.
La doratura a missione prevede l’utilizzo di un collante ,la missione appunto, a base alcolica o acquosa, sul quale viene applicata la foglia che, una volta asciutta, avrà un effetto opaco perché non prevede brunitura. Questo tipo di tecnica può essere applicata su tutte le superfici, legno, carta, vetro, ceramica, metallo…
Infine la doratura a conchiglia che si applica con un oro macinato in polvere finissima e mischiato con gomma arabica. Viene steso sulla superficie da dorare come una tempera e una volta asciutto può essere brunito con pietra d’agata.
Le immagini sotto riguardano la doratura dei componenti della vara di S. Alfio di Trecastagni dopo il restauro,la decorazione della Chiesa delle Madonna delle Grazie di Modica e di altri elementi decorativi.
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